Patate nella posta, un’intervista pigra

intervista - Patate nella posta, un'intervista pigra

L’intervista pigra ad Adrian Nantchev

Per concedersi il lusso di essere pigri bisogna lavorare sodo

[Click here to go straight to the english version of the interview]

Noi di Casa Del Pigro abbiamo deciso, per cominciare la nostra rassegna di interviste, di partire con un imprenditore pigro inglese: Adrian Nantchev, che ha lanciato tre anni fa un curioso business di invio postale di messaggi scritti su patate.

potatobanner - Patate nella posta, un'intervista pigraAd esempio, se glielo richiedete, invierà a casa della vostra ragazza una patata, sì, proprio un tubero, con su scritto a pennarello nero I LOVE YOU, TI AMO, o quello che vi pare. Non è uno scherzo, il servizio esiste davvero ed è molto popolare in Inghilterra.

Ammiriamo chi riesce a creare un business partendo da un’idea semplice che porti però grandi risultati con il minimo sforzo. Il pigro cerca di far lavorare le proprie idee al suo posto, per tenersi libero di immaginarne delle nuove. In un circolo virtuoso di gioia.

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Adrian Nantchev, fondatore di Potato in the post

CDP: Ciao Adrian, innanzitutto dicci com’è partita l’idea di potato in the post.

Stavo leggendo il libro Contagious di Jonah Berger. Che tra le tante cose spiega come creare un prodotto che si possa diffondere tramite il passaparola.
Contemporaneamente in quei giorni vidi l’idea originale di inviare patate per posta da un sito americano che era diventato virale in quel momento.
Ho combinato le due cose e boom! Un’idea di business. In quel momento è stato un lampo di genio.
Nel libro c’è il principo di isolamento, ovvero: se c’è qualcosa di inaspettato durante il giorno sarà molto più facile per noi ricordarla, rompe il pattern dell’abituale.
Se ti arriva una patata nella casella della posta, rompe il tuo pattern quotidiano di normalità, era quindi un’ottima idea!

Ho migliorato alcuni degli aspetti dell’idea originale, ad esempio il nome, ho pensato a quale fosse la cosa più diretta, che potesse finire sulla punta della lingua di chiunque. Cosa direbbe una persona su un bus a un proprio amico dopo aver ricevuto una patata per posta?
Stamattina “I got a potato in the post”… Ecco ciò che gli direbbe, era quindi il marchio perfetto ed ovvio da adottare, il più naturale, il più memorabile.

CDP: Una delle difficoltà di internet attualmente, data la forte saturazione, sembra essere quella di sgomitare per farsi notare, come hai fatto per diffondere il tuo business?

Be’, come prima cosa sono andato su Google UK e ho cercato 20 indirizzi completamente random nel regno unito e ho inviato a casa di queste ignare persone un messaggio universale come “I love you” o “I miss you so much”, quello ha dato i primi effetti. Poi ho contattato piccole radio locali, inviando anche a loro delle patate. Poi altre dirette alle fan-mail boxes di alcuni youtuber famosi.
Ma il punto di svolta è stato quando ad un evento a Birmingham ho conosciuto un ragazzo che mi ha chiesto di inviare una patata alla sua fidanzata per il compleanno, lei ha postato una foto della patata su instagram, e credo che sia stata questa la vera scintilla che ha fatto partire il passaparola del prodotto.

CDP: Su cosa ti stai concentrando adesso?

Mi sto lentamente muovendo dall’idea di potato in the post, perché alla fine richiede troppo impegno quotidiano. Sono orientato per il futuro su qualcosa che mi permetta di fare solo una volta il lavoro duro e di godermi i risultati nel tempo, senza uno sforzo continuo.

Il business delle patate per me è già vecchio, risale a due anni fa, certo è un’ottima idea che mi ha dato grandi soddisfazioni, ma richiede anche moltissimo lavoro per essere portata avanti. Ritengo sia giunto il momento di passare a una forma di business più efficiente.

In questo mondo non è importante quello che sai, chi conosci, ma chi conosce te. Devi creare un brand.
Se creo contenuti adesso, e li condivido sui social, tra qualche anno avrò i risultati, perché le persone li scopriranno prima o poi e le opportunità e le possibilità mi ritorneranno indietro.

Tutti sono andati all’università, ma non sanno che farsene di quello che hanno imparato, io gli spiego come far diventare le loro competenze un business.
Ho scritto varii libri a riguardo, mi piace creare contenuti di continuo da veicolare alla gente, e attendere il guadagno in futuro.
Se metti qualcosa nel mondo puoi dare vita a delle conseguenze, a un momentum, si basa tutto sul lanciare cose nel mondo e ad un certo punto essere trovati.

CDP: Quali sono stati i tuoi tentativi di business precedenti?

Prima di questo avevo avviato un sito di e-commerce di keys per videogiochi, in cui facevo anche podcast con interviste agli sviluppatori. Dopo un po’ di tempo avevo però già perso interesse nella cosa, il business non è mai decollato.

Ho avuto molte distrazioni, perché cercavo di fare troppe cose allo stesso tempo, non mi focalizzavo su niente in particolare, e ho scoperto che è un errore non concentrarsi su di una cosa specifica e massimizzare quindi i propri sforzi.

C’è bisogno di focus e disciplina.
Fai il lavoro un’unica volta e lascia che questo ti ripaghi per sempre.

Io credo nel lavorare un po’ ogni giorno ed aggiungere un piccolo miglioramento alla volta, in modo che di qui ad un anno questi andandosi a sommare faranno di me una persona completamente diversa, con più esperienza e saggezza.
Si può ottenere in un anno con la disciplina molto più di quanto altri facciano in 5 anni o in una vita intera.

Voglio avere accesso e non proprietà della tecnologia in questione.
Perché la proprietà implica responsabilità e quindi parecchio rischio.
Avendo accesso ad altre piattaforme, usando le tecnologie altrui per distribuire il tuo lavoro, ad esempio Amazon print-on-demand, youtube, eccetera, non ti prendi carico della responsabilità di mantenimento di questi mezzi, ma puoi usufruire del loro incredibile potenziale.

CDP: Certo ma non credi che anche questo comporti dei rischi? In quanto non puoi avere un controllo diretto ad esempio di Facebook, non puoi sapere se chiuderà, se cambierà algoritmo, con l’adpocalypse di youtube ad esempio molti youtuber si sono trovati di colpo a terra senza più guadagni.

Sì certo, c’è anche quel rischio, ma ammesso che dei colossi come youtube e facebook chiudano da un giorno all’altro, ci saranno sempre piattaforme alternative o anche nuove che giungeranno a prenderne il posto. Una soluzione a questo può essere avere una solida mailing list, che permette di informare direttamente e quando si desidera le persone interessate.

CDP: Quando hai cominciato a capire che volevi diventare imprenditore di te stesso?

Le persone perdono la propria curiosità dal momento che cominciano a diventare adulti.
Un giorno, dopo aver finito l’università, ho cominciato guardare online dei videocorsi su coursera e c’era questo corso di finanza gratis, ho cominciato a seguirlo, poi sono passato a un altro corso di storia americana, e poi un altro di automazione robotica. Ho cominciato a collegare le cose che imparavo in questo momento e ho pensato che sarebbe stata una buona idea riflettere sul mio futuro.

Mi sono chiesto, entro 20 anni da questo giorno, se dovessi lavorare da impiegato, quali sarebbero stati i miei rimorsi più grandi, e mi sono risposto che non sarebbe stato sostenibile.

Niente di male nell’avere un lavoro da dipendente, ma semplicemente mi sono reso conto molto presto che non faceva per me. E dovevo attivarmi immediatamente.

CDP: Punti sul guadagno passivo per poterti godere poi una vita adulta pigra?

Una volta che il mio business di passive income sarà avviato, di certo non riuscirò a starmene con le mani in mano. Posso prevedere che avrò voglia di cominciare da capo con nuove idee, dato che ho una forte spinta creativa.
I soldi per me sono solo lo sfondo, la costruzione di base che mi possa permettere poi di dedicarmi ad altro, ad esempio scrivere un libro fantasy, costruire una famiglia, dedicarmi alle mie passioni. Avere una solida base economica ti permette di liberare il tuo tempo.

Bisogna ragionare nel lungo termine, perché è l’unico che importa e vale.
Fatti una domanda, per cosa vuoi essere riconosciuto una volta che sei morto, e che eredità lasci nel mondo, che evidenza del tuo passaggio.

CDP: Com’è la tua routine?

Lavoro normalmente dalle 8 di mattina fino alle 5 del pomeriggio.
Di mattina preferisco fare le cose che richiedono maggiore impegno mentale, il pomeriggio lo lascio per i compiti più automatici, come ad esempio inviare email e cose simili che non richiedono concentrazione. La sera mi serve per rilassarmi.

Mi piace registrare i video che posterò piano piano durante il mese nei 2-3 giorni iniziali, così posso poi focalizzarmi su altro.
Se non sono nell’umore di fare qualcosa in un determinato momento non lo faccio, preferisco mettermi a fare qualcos’altro e poi eventualmente ritornarci più tardi.

Penso al domani, come posso fare per renderlo più rilassante, facile, leggero, quindi penso se posso fare questo compito oggi, anticiparlo, avrò domani molto più tempo e sarò molto più rilassato e sarò grato al me stesso di ieri per averlo fatto. Ecco la mia filosofia. Rimando la gratificazione per aumentarla.

CDP: Bene Adrian, ti ringraziamo per l’intervista e per essere stato molto esaustivo nelle tue risposte. Hai qualcosa da aggiungere per i nostri lettori?

Ho un piccolo regalo per i lettori di Casa Del Pigro, o meglio per chi è stato abbastanza disciplinato da arrivare fino alla fine dell’ intervista, sul mio sito personale nella pagina https://www.nantchev.com/gifts ci sono alcuni libri gratis da poter scaricare.

CDP: Grazie Adrian, è stato un piacere intervistarti, ti auguriamo buona fortuna per i tuoi business futuri e in generale buona pigrizia!

Grazie a voi ragazzi, a presto!

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Adrian Nanchev, founder of Potato in the post

CDP: Hello Adrian, so to start please tell us how started with Potato in the Post?

I was reading the book called ‘Contagious‘ by Jonah Berger in early August 2015, and that talked about to create word-of-mouth, and in a way explained how things go viral online and offline.

Shortly after, I saw the original idea for the potato business in America, as it was being shared and talked about on Facebook.

Realising that some of the principles in the book could be combined with the potato idea, I decided to go ahead with starting my own business: Potato in the Post.

In the book there is a principle called the ‘Isolation Effect’ that means that we remember unexpected things more so when they break our day to day patterns and lifestyle.

So, if you get a potato in the post, then you are more likely to remember and talk about it!

I improved upon some the aspects of the original idea, for example the name, I wanted to embed it in the everyday language. What could say someone when they are at the pub talking about their potato? “You would not believe what happened to me today. I got a potato in…” By being on the tip of their tongue, I am more likely to be talked about in the offline world.

CDP: One of the biggest difficulties on the internet nowadays is the strong saturation, it’s very difficult to emerge and get noticed from people, how did you manage to spread fast your business?

Well, as first thing I went on Google UK and looked for 30 completely random addresses of people in the UK and sent them a potato with a very universal message on it like “I love you” or “I miss you so much”. Then I contacted some local radio stations, and sent them a potato with a message something along the lines of “… a new business. Let’s talk”. I also sent some to the fan mail of some youtubers.

But the turning point was when at an event in Birmingham a guy that I just knew asked me to send to his girlfriend a potato for her birthday, then she put the picture of her potato on instagram, and I think this was the ignition of the whole thing.

CDP: On what are you focusing your energy at the moment?

I’m slowly moving away further from the idea of potato in the post, because it requires too many energy each day. I’m oriented on something in the future that will allow me to do once the work once and get paid forever, without having to put in continuous effort.

The potato business for me is already old, it is from 2015, and I’m a different person now. But I think that’s time now to move on to a more efficient business model that is much easier to scale.

In this world is not important what you know, who you know, but who knows you. You must create a brand.

For instances, if I create contents now (such as this interview), and share them on the social media, then all these different pieces of content compounds and comes back to me forever. People can begin to know, like and trust me. Thus, endless forms of opportunities are possible.

I wrote some books of business and marketing and I like to create content for people to consume.

If you put something in the world then you can ignite momentum, it’s based all on throwing things in the world and being discovered.

CDP: Which have been your past attempts of building a business?

Before this I had started a website of e-commerce of keys for videogames, I did also podcasts with interviews video game developers. After a while I had lose interest in videos, and the business fizzled out.

In 2016 I had too many distractions, because I tried to do too many things at the same time, I didn’t focus on anything in particular and discovered on my own that it is really bad not staying focused and disciplined on one thing in order to maximize your success.

It needs focus and discipline to succeed.

Do the work once and get paid forever.

I believe in working a little bit each day and making small improvements, so that tomorrow, next week and next year is slightly better. So there is more free time, more money and more freedom. I am very much long term focused.

In one year you can accomplish more than some people do in 10, 5 or 2 years with discipline and focus.

When it comes to doing the work once and getting paid forever: I want to access and own any platform or technology. Because ownership entails illegibility and responsibility, I want to increase my reward without having to increase my risk. What is called ‘asymmetrical risk reward’.

Accessing these platforms and using other’s infrastructure to make money, for example: leveraging Amazon’s print on demand service to sell books online. By accessing their platform you do not take any risk or any responsibility/liability. Risk of the business, or responsibility of the maintenance or upkeep.

CDP: Sure, but do not you think that this also poses a risk? You can’t predict if facebook will change his algorithm, or even close, like adpocalypse that suddenly got some youtubers out of the blue to get almost zero earnings.

Sure, there is that risk, but it’s minimum. It’s very unlikely that facebook and youtube will close anytime soon, and in the vacuum another company will seek to capture their market share the have left behind.

A solution to this can be to have a solid mailing list that allows you to contact directly people interested in your product.

CDP: When have you discovered that you wanted to be an entrepreneur?

People tend to lose their own curiosity when they become adults.

One day, after having finished university, I started to see online video courses on coursera.org about finance and economics, so I started to learn about these things. I also started to seriously heard about AI and automation, this is when I started to reflect upon my own life and future.

I could project myself 20, 40, 60, 80, 100 and 120 years into the future and could see that I would look back at 2014 and ask myself “why didn’t I start my own business?”, “why didn’t I do something?”, why, why, why… I could see that I would have regret by not taking action and creating my own future. I do not want to live a life of regret.

Nothing wrong in working 9-5, but it just was not for me, and I needed to start to take action immediately build my own future and own life.

CDP: You aim to a passive incoming so that you can pursue a lazy life in the years to come?

Once that my passive incoming earnings are consistent, for sure I will not be able to stay in my bed all day. I can predict that I will have will power and strength to start other ideas and do other things with my life. I am creative, crazy and ambitious that way.

Money for me are the backbone, the foundation that can allow me to dedicate myself to other activities. For example to write fictional works, build a legacy and work on other passions. Having a strong economically foundation permits me to do so much more.

Long term is the only thing that matters, because 10 years go by in a flash.

Ask yourself, for what you want to be recognized once you are dead? Which legacy do you leave in the world?

CDP: How it is your daily routine like?

I work normally from 8 in the morning to 5 in the afternoon.

In the morning I prefer to do things that require a bigger mental work, in the afternoon I dedicate to more automatic jobs, like for example sending emails and similar stuff that doesn’t require a big focus. In the evening I normally relax.

I spend the first few days of the month recording a month’s worth of content, so they can be uploaded every day and helping to free up more of my time to focus on other things.

If I’m not in the mood to do something, then I just don’t do it, I prefer to occupy myself with something else and then eventually come back on it later.

I always think how to make the following day easier, if I can compete this task today, then tomorrow I will have more free time, more relaxed and thankful to yesterday’s Adrian for having done that thing. This is my philosophy: delayed compounding gratification.

CDP: Well Adrian, thanks a lot for this interview and for being very exhaustive with your answers. Do you have something to add for our readers?

I have a small gift for the reader of Casa Del Pigro, or better for whom has been disciplined enough to arrive to read the interview until the end, on my personal site in the page https://www.nantchev.com/gifts there are some things there that your audience will appreciate.

CDP: Thanks Adrian, has been a pleasure to have you here, we wish you good luck for your future businesses and also we wish you good laziness!

Thanks guys, hope to talk to you soon!

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L'intervista pigra ad Adrian Nantchev
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L'intervista pigra ad Adrian Nantchev, l'imprenditore che invia patate con messaggi personalizzati a pennarello per posta.
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