La casa che si pulisce da sola

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Per decine di anni Frances Gabe non ha provveduto a pulire la propria casa, e nessuno l’ha pulita al posto suo. Nonostante ciò, la casa in questione è sempre stata lucente.

Al giorno d’oggi ci sono molti elettrodomestici che possono aiutarci nelle faccende domestiche, come questi robot.

La signora Gabe però realizzò quello che è dalla notte dei tempi il sogno di moltissimi pigri e pigre: costruire una casa autopulente.

Morta il 26 di Dicembre 2016, alla veneranda età che ci si aspetta da una onorabile pigra: 101 anni.

Fu un’oziosa sognatrice e visionaria, proprio come piacciono a noi.

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“Era quel tipo di persona che si incontra spesso nelle piccole città… Non penso che qualcuno dei suoi vicini sapesse il suo nome. Quando avevo a che fare con lei la mia mente entrava in conflitto… non riuscivo a decidere se fosse un personaggio deludente oppure molto più intelligente di me e quindi semplicemente io non ero in grado di riconoscere il suo genio”. Parole del suo avvocato e amico di vecchia data Allyn Brown.

Tra gli anni 80 e l’inizio degli anni 2000 il nome di questa simpatica signora fece il giro del mondo, la sua casa infatti venne ritratta e descritta in giornali e riviste dell’epoca, inclusi il New York Times, il Guardian e People; ma anche in diversi libri come il romanzo “Fugitives & Refugees” di Chuck Palahniuk.

Il sogno di una casa

Più di mezzo secolo fa, angustiata dal dover essere costretta alle faccende domestiche, la signora Gabe cominciò a sognare una casa che provvedesse in automatico alla propria igiene, lavandosi, lucidandosi e asciugandosi da sola al comando di un semplice bottone.

“Le faccende di casa sono un compito ingrato e senza fine, e io non voglio più averci a che fare”, amava ripetere.

E così, con i propri e soldi e la propria manodopera, costruì da sola una struttura abitativa auto-pulente, ricevendo nel 1984 il brevetto 4,428,085 dagli Stati Uniti per la sua invenzione.

Nonostante la geniale e innovativa idea, questo rimane tutt’ora l’unico modello di casa auto-pulente mai realizzato. Certo, l’onere di dover mantenere un brevetto, che in america richiede essere ripagato ogni anno, unito al temperamento orgoglioso e iconoclasta della signora hanno contribuito a far sì che la casa non fosse mai più replicata.

“Era un tipo molto difficile da gestire, aveva un pessimo rapporto con i propri vicini e non le importava, non faceva niente per migliorarlo.” racconta Allyn Brown. 

Forse la betoniera costantemente accesa nel giardino di casa, forse il fatto che amasse sistemare il giardino completamente nuda, forse il suo carattere eccentrico e pigro, di certo i vicini avevano molti motivi per non vederla di buon occhio.

Un’artigiana gioielliera, ceramista e scultrice, Frances Gabe era felice quando veniva lasciata sola con i suoi attrezzi a lavorare alla fine di una stradina dissestata tra gli alberi vicino Newberg, 40 km da Portland.

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Uno scenario arcadico che sarebbe di sicuro piaciuto a Henry Thoreau, la casa in sé però gli avrebbe fatto venire un colpo apoplettico.

La casa della Gabe fu completata nel 1980, al costo di 15’000 dollari, dopo più di dieci anni di lavoro e decenni di progettazione.

Come funzionava la casa auto-pulente

Il quotidiano australiano The Weekend scrisse nel 2004 che la casa era “una gigantesca lavastoviglie“.

In ciascuna stanza, la signora Gabe, riparata al sicuro sotto un ombrello, poteva premere un bottone che andava ad attivare una pompa a pioggia sul soffitto. La prima gittata ricopriva le pareti e il pavimento con un pulviscolo di acqua insaponata, e il secondo passaggio provvedeva a risciacquare. Un getto di aria calda asciugava poi tutto. Il ciclo completo richiedeva meno di un’ora.

Il brevetto della casa consisteva nell’unione di ben 68 invenzioni singole.

Per lavare i panni – cruccio principale della proprietaria – era stato progettato un cabinato sigillato. Gli indumenti sporchi venivano collocati all’interno di appendiabiti, lavati e asciugati con getti d’acqua e aria, e poi, ancora appesi, spinti accuratamente da una catena nell’armadio.

Naturalmente, nessuna casa convenzionale, con le sue tende, la tappezzeria ed i mobili in legno, avrebbe potuto sopportare questo sistema aggressivo di pulizia, ma la signora Gabe l’aveva previsto e risolto.

I suoi pavimenti erano infatti rivestiti con più strati di vernice per navi. I mobili erano ricoperti in resina acrilica bianca. Le biancheria del letto era tenuta asciutta per mezzo di una tenda impermeabile.

La tappezzeria era fatta con un tessuto speciale brevettato dalla signora. Le foto, i libri e i documenti erano ricoperti in appositi sacchetti di simil-plastica.

Suo padre era architetto, imparò quindi le basi del bricolage e della costruzione guardando gli operai quando lo accompagnava a lavoro.

Sposata, dopo pochi anni cacciò il marito fuori di casa “perché non mi piaceva più, e cominciava ad annoiarmi”.

La marmellata di fichi

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L’idea madre le venne quando spiaccicò per errore della marmellata di fichi sul muro, per ripulirla usò la pompa del giardino, in quel preciso istante partorì il sogno della casa auto-pulente.

Nel 2002, ha riferito The Times, il suo brevetto era scaduto. Non è mai stato rinnovato.

Anche i suoi innumerevoli sforzi hanno ricevuto poco sostegno dalla comunità intorno a lei.

“Una volta ho avuto un gruppo di casalinghe furiose a casa mia, mi hanno detto che stavo facendo qualcosa di diabolico e che se i loro mariti lo avessero scoperto, non avrebbero più avuto bisogno di loro”, la signora Gabe ha detto al Guardian nel 2006.

Francis Gabe è poi invecchiata, e a causa di terremoti e inondazioni che hanno colpito la casa, questa ha cessato di funzionare come un tempo, adesso l’unica stanza ancora autopulente e funzionante è la cucina.

Otto anni fa la signora Gabe venne trasferita a forza in un ospizio dalla propria famiglia. E fu così la fine del sogno di una pigra geniale di rendere la casa autopulente una realtà per tutti.

La proprietà fu venduta e adesso è abitata da un hippie, che non ne sfrutta il potere tecnologico autopulente, ma dice di essere molto felice di vivere in questo posto leggendario.

Anche se non sapremo forse mai cosa si prova a vivere in una casa auto-pulente, possiamo ricreare qualcosa di simile in casa nostra grazie ai moderni robot pulitori.

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La casa che si pulisce da sola
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L'affascinante storia di Frances Gabe, l'inventrice pigra della casa auto-pulente.
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La Casa Del Pigro
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